Il Premio “Giardino Segreto dell’Anima” di sola poesia edita o inedita, in lingua italiana, ha per tema il mondo dei fiori e delle piante. La partecipazione è estesa a tutti gli autori che intendono concorrere con proprie opere suddivise in due sezioni: Adulti dai 18 anni compiuti in su; Minori di 15 anni. Premiazione Venerdì 15 Giugno, TRAMONTI - Giardino Segreto dell’Anima.
1a classificata: Ilaria Serpi (Roma)
Nessun presagio
Nessun presagio 
di primavera quest’anno
il glicine neanche si affaccia
dalla sgualcita terrazza di fronte.
Ha già preparato le foglie
e sembra scontroso, 
di un verde più verde
più acceso di giugno.
Il glicine annuncia sempre
le mie primavere.
Te l’ho raccontato una volta,
ricordi?
Eravamo nel buio
delle serrande d’agosto.
O forse,
a occhi chiusi, in un letto
scomposto,
non mi ricordo.
Fa questa cosa
che sembra insensata
che non te l’aspetti
che senza preavviso
si lascia scoppiare
d’amore o di rabbia,
di voglia di vivere
certo.
E’ coraggioso il glicine,
ti devo aver detto.
Neanche di te
alcun presagio quest’anno
anche tu rampicante sulla mia pelle
aggrappato a quei fili
sottili che ho per capelli.
Offrirei un premio
colossale
al primo soffio di vento
se solo mi portasse
il tuo odore
di fiore lillà.
Ma il vento è un amico
sincero non dice bugie,
Così se guardo
la terrazza di fronte
capisco che
ci vuole coraggio
ad essere glicine.
Fiorire e lasciarsi scoppiare
d’amore o di rabbia
di voglia di vivere,
certo.

2a classificata: Annamaria Giannini (Aprilia - LT)
Il Giardino
Di quando l’aria bassa
spinge gli occhi sul gesto
della mano a seminare
comincia così l’attesa
nella domenica dei semi
che s’enfiano d’acqua
nel buio fertile della zolla

poi sarà l’improvviso di un fiore
il miracolo del germoglio
sarà la vita che preme
mette radici riempie e respira
nella vastità di un campo, tra i sassi
nello spazio esiguo di un vaso

saranno le foglie, i figli
a donarci la direzione del vento
strade nuove da cavalcare a pelo
quando inverno sembra non finire
ma Dio fa capolino da una talca
che s’arriccia e parla d’Aprile.

In un Giardino le voci molteplici
formano un unico canto sublime
udibile solo alle orecchie più scaltre
l’alba s’infervora di rugiada, disseta
come una poesia che cade a rinfrescare
un sentimento, un vuoto, la speranza
una porta chiusa che dopo la notte si apre

rido, l’anagramma di fiore è fiero
una volta ancora il senso del cosmo
racchiuso in una parola, in verità scrivo
che ho un certo pudore nell’uscire in Giardino
la mattina presto, è l’ora in cui le piante
sussurrano i segreti, s’allungano alla luce

al primo passo una lucertola sale
sui miei piedi d’albero come fossi parte del mistero
le manine a conca alle orecchie di un compagno di scuola.

3a classificata ex aequo: Terry Ulivo (Roma) 
All’Orto Botanico
Nel giardino incantato un silenzio
di fiaba. Una lingua di vento e di liuto
bisbiglia sinuoso il bambuseto sacro
fino agli iris in cima al colle.
Laggiù - il mondo fluttuante.

Inghiottito da un buco nero,
ora sei in un’altra galassia,
out from time and space,
in un altro universo.

Nuvole rosa nell’aria luminosa,
un vestito di seta, grande soirée
per una nobile debuttante. Esplodono
i sakura in mille petali,
gonfi di vita di bellezze superbi,
domani a terra
in un tappeto compatto.

Nel laghetto le carpe rosse e grigie,
la cascatella serpeggia argentina,
tra le rocce il verde s’addensa.
Tout comme le faut.
Sogno fugace o realtà?

Nel gazebo di legno, immemore,
sei vento, sei fiore, sei acqua…
Dai rami dei ciliegi
ondeggiano i tanzaku leggeri.

3a classificata ex aequo: Clotilde Baccari Cioffi (Salerno)
Una Certosa
Le dolci note
del muschio marino,
il caldo sapore
del legno di cedro,
l’essenza d’incenso
inondan le celle.
Il fascino antico
di candide rose,
di mirti intrecciati,
di taciturni viburni
accompagna le grandi bordure
di lavanda segnate.
Dai muri salvie impudenti,
soffici aiuole di timo serpillo,
segnano il passo a vigneti
di tempi passati.
Iris e agapanti,
raccolti in ceste disfatte,
ricordo di ricchi raccolti,
di antiche fatiche.
Siepi fitte a nepete,
ulivi ondeggianti,
di lavanda profumo tenace,
nastri di foglie,
pergolati di glicini ombrosi,
inebriante dolcezza sospesa.
Verde natura vociante,
fiore di sole anelanti,
giardini d’amore,
orti pregnanti. Chiostri di archi e sedili,
di massi dal dolore segnati,
memorie e silenzi,
grate a difesa di remoti pensieri,
tetti incurvati da rustiche volte
dove l’anima ritrova riposo,
dove il cuore l’amore
torna a provare,
smerli di  antica fattura
dove non esiste paura,
abbaini al cielo svettanti,
porte e portoni,
confini di pietra,
dove pace agogna,
solitario e sereno,
l’uomo che al
cuore ritorna.

La Giuria del Premio di VideoPoesia “Giuseppe Di Lieto” invece ha deciso di non assegnare per questa edizione il riconoscimento. Ha selezionato due delle opere pervenute che saranno proiettate nella serata del 5 Luglio nei Giardini di Palazzo Mezzacapo a Maiori, a cui sarà assegnata una “Menzione speciale”: Deposizione di Gianni Godi (Roma) ed Ecomostri di Stefano Caranti (S.M.Maddalena - Rovigo)